Natura e obbiettivi
L’Istituto teologico Camillianum trae le sue origini dall’opera caritativa di san Camillo de’ Lellis che, quattro secoli fa, testi-moniò l’amore di Dio Misericordioso attraverso l’attenzione sollecita a tutto l’essere umano, alla sua finitezza e vulnerabilità.
Il “Camillianum” è incorporato alla Pontificia Facoltà Teologica “Teresianum” come corso di specializzazione del secondo e terzo ciclo teologico in Teologia Pastorale Sanitaria. Alla Pontificia Facoltà Teologica “Teresianum”, come Facoltà incorporante, compete: l’approvazione del Piano di Studio presentato dal Consiglio d’Istituto; la promozione del livello accademico dell’Istituto e della fedele osservanza e del rispetto della dottrina cattolica; il conferimento dei gradi accademici di Licenza e di Dottorato.
Il “Camillianum” è ordinato secondo le norme stabilite dalla Costituzione Apostolica “Sapientia Christiana” e le relative “Ordinationes”, ed è retto dallo Statuto approvato dalla Santa Sede in data 28-4-1987. Attraverso i corsi di Licenza e Dottorato in Teologia Pastorale Sanitaria, il Camillianum prepara docenti di Teologia ed esperti nella promozione della pastorale della salute e nella formazione degli operatori sanitari sensibilizzando la cultura al valore e al rispetto della vita umana: di tutti e per tutta la vita.
Propone un’antropologia in cui gli aspetti esistenziali sono illuminati da una metafisica vitale, colta nelle pieghe concrete della persona umana. I corsi di teologia, filosofia, bioetica, scienze umane e il tirocinio pratico, permettono di cogliere come ogni essere umano sia risultato e fonte di cura e speranza e come la dinamica della salute sia lo stesso ritmo della vita, il modo di essere della persona, con la ricchezza della sua relazionalità aperta al Volto del Trascendente Vicino.
Di fronte a questa dinamica vitale il paradigma proposto è quello del conforto, radicato nella reciprocità trinitaria, attraverso il quale la Chiesa dice la sua sollecitudine per l’uomo, soprattutto quando è bisognoso e dipendente e non solo competente e collaborativo e vede negli aspetti privativi della sofferenza il perno verso l’Assoluto, l’occasione per la solidarietà e la comunione.

